Luca's profileTROPPI SPAZI E POCHI ING...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    Omosessuali, rom, orgasmi mancati e 3 negroni (il cocktail)

    Non è la prima volta che una squisita serata passata con amici si trasfigura brutalmente in uno scontro di civiltà. Io poi ho questo modo di discutere piuttosto sanguigno ereditato dalla mamma e biasimato nel fratello che mi provoca sempre un certo malessere quando chiude la baracca. Purtroppo non c'è niente di peggio di quando la mia veemenza trova una sponda assolutamente all'altezza e per di più obnubilata dalla scienza acquisita e da una cronica forma di comunismo tutto tolleranza love&peace. Ho smesso di essere comunista ormai da molti anni, e sono fiero di tutte le mie intolleranze conquistate negli anni e ragionate fino allo sfinimento. Qualcuno invece non si è ancora stancato di cercare la discriminazione del caffellatte rispetto al cappuccino e di farne una questione di principio. Ecco com'è possibile che partendo da orgasmi mancati, eiaculazioni fantasiose e sceneggiature di film porno si precipiti velocemente nell'omosessualità risolta da un'infanzia più libertina, nella giungla delle coppie di fatto schiantandosi rovinosamente su un "hai detto omosessuali, hai detto rom, evidentemente hai un malessere irrisolto, sento forte il razzismo in questo giovane jedi". Sarà gente che ha voglia di menare le mani, ma neppure fare l'esempio del cocainomane brianzolo che schiaccia un'intera famigliola di gitanti partenopei serve a placare gli animi. Ormai sono un fottuto razzista che vuole incenerire finocchi  e spostare col caterpillar interi campi nomadi, non merito contraddittorio ne posso argomentare più di tanto quello che fondamentalmente è solo buonsenso privo del qualunquismo della peggiore specie, quello che fa pensare ancora a questi reduci delle comuni che ognuno può fare un po' come cazzo gli pare. La situazione era già piuttosto violenta quando malauguratamente mi e scappato di dire "regole", non so esattamente in che contesto ma a me era sembrato sufficientemente ragionevole. E li giù di "forse vorresti vivere in un mondo pieno di regole". Insomma ero davvero fottuto. Avevo difronte il prodotto di 20 anni di studio aperto. Ma non un ruspante quindicenne minaticcio imbottito di tette, culi e veline ma una "equo, pari, solidale" dei miei coglioni. Si perché non si deve mai sottovalutare, che per ogni prodotto esistono anche dei prodotti di scarto. Ogni cosa che si produce, energia, calzini, assorbenti interni o pasta dentifricia comporta che una anche minima quantità (minima si, manco in parlamento sono entrati) di prodotto di scarto ci resti sul groppone. Il virus tutto rom ubriachi, badanti assassine, zingari pedofili che è Studio Aperto o chi per lui, produce un materiale di scarto pericolosissimo, falsamente tollerante e molto più insopportabile di Borghezio. Individui tutti solidarietà e apertura mentale. Gente che apre talmente la mente che alla fine gli fila via quasi tutta lasciando 3 o 4 neuroni in loden a biascicare il bignamino del piccolo comunista in un mondo in cui neppure i fiori hanno lo stesso odore di 20 anni fa. Attaccati alle loro tolleranze sfrecciano in calesse dissertando su tutto e tutti, mentre i diciottenni vanno a 200 sulle statali. Un ragazzino di 12 anni può collegarsi in qualsiasi momento a www.tuporn.com (non posso scriverlo davvero altrimenti mi chiudono il blog) e guardarsi 15 ore consecutive di grovigli che sono tutto tranne che sesso e sti cervelli a vapore pensano ancora che si debba "liberare la sessualità". Sveglia! Mentre affilate le vostre clave arrivano fucilate da tutte le parti...




    Suca

    Fermi tutti... Adesso chiudono pure Repubblica...

    Hi Bro'!

    Riporto per intero:

    "Gentile luka_db,

    Abbiamo trovato alcune immagini che (esposizione di seni femminili o esposizione completa di natiche maschili o femminili) sul tuo Space lukadarkside.

    Ti preghiamo gentilmente di rimuovere questa ed ogni altra imagine o collegamenti nel tuo Space che violano il codice di condotta di MSN entro 120 ore.

    La violazione include, ma non e' limitata ad essi, scene di nudo, nudo parziale, pornografia, molestie e comportamenti illegali od offensive. Per una descrizione piu' minuziosa sull'argomento visita il sito sul codice di condotta: http://spaces.live.com/coc.aspx

    Se rimuovi tutti i temi di violazione, il tuo Space sara' di nuovo in regola con gli standard del codice di condotta MSN, e sara' di nuovo accessibile per il suo uso. Se quanto descritto precedentemente non sara' effettuato, saremo costretti a chiudere il tuo Space.

    Dovresti cancellare le foto dal tuo Space secondo le istruzioni seguenti:

    1. Accedi al tuo Space
    2. Clicca sul link  "Modifica il tuo Windows Live Space" (in alto a destra nella pagina)
    3. Clicca su "Opzioni"
    4. Clicca su " Archivio" nella parte sinistra dove sono elencate le varie opzioni
    5. Seleziona le immagini da rimuovere
    6. Clicca su "cancella gli articoli selezionati"

    Grazie per aiutare Windows Live Space a provvedere di un'esperienza sicura ed accogliente per tutti i nostri clienti.


    I nostri cordiali saluti,

    Servizio di Supporto Windows Live Space"


    Ebbene si, c'erano dei seni, sono colpevole. Voi che dite? Chiaramente è uno scherzo perché io non ci posso credere.
    Sono ancora indeciso se lanciarmi nella ricerca delle fantomatiche immagini "offensive" o mandarli a cagare e lasciare così che questo space muoia di libertà.
    Spero che tutto ciò sia solo il frutto di un mal tarato software dei nostri simpaticoni della Microsoft che in automatico non distingue 2 cassatelle da un bel paio di  bocce. Dovrò eliminare la splendida copertina di "Tettonclub" con l'enorme Samantha Fox? Cassare il monotanga? Cancellare la simpatica signorina che agita le tette in modo così espressivo? Togliere quella ripugnante foto di Bukowsky con una delle sue in cui si intravede un capezzolo grigio? Tutto, ma non la foto della prima comunione di Rebecca Lord e neppure la fontana delle tette (ecco cos'è stato...).
    Comunque andrà a finire riaprirò un altro space, senza più stupidi articoli, solo con gli storyboard di tutti i film di Jenna Jameson. Durerà poco ma almeno me la godrò davvero.

    Un addio sentito a tutti...


    Tic tac tic tac tic tic tic....

    "Time is a train, makes the future the past..." cantava quasi 20 anni fa quel tascio di Bono Vox. Il ZooTv tour iniziava così. Con il pezzo meno U2 degli U2, Con quell'inizio di Acthung Babe che a molti aveva fatto riportare indietro il cd appena acquistato. Gli U2 imparavano a fare concerti e io c'ero. A me di questa canzone è sempre piaciuta molto questa frase. Cosa voleva dirci il buon tappetto irlandese? Banalmente, che il tempo passa così in fretta che, come un treno, spesso non riusciamo a prenderlo in tempo? Che tutto scorre e che quello che consideriamo futuro in realtà sarà già passato nell'istante esatto in cui vi porremo sopra la nostra attenzione? Le cose o si afferrano o passano e via? Oppure che "lo sente questo rumore signor Anderson.. è il suono dell'inevitabilità..."?
    Io quest'oggi inverto il tutto. Il treno fa diventare il futuro il passato solo perché visti passare treni e treni nella vita, sappiamo dove vanno, e sappiamo cosa portano. Sappiamo che saltandoci su ci ritroveremo bene che vada sempre nella solita stazione. Se il treno porta da A a B io l'alfabeto lo so tutto. Il futuro diventa il passato e si guarda voltandosi di spalle. Il sto treno lo prendo comunque e spero in un deragliamento.
     

    Iceberg di prua...

    Attenzione, concentrazione, ritmo e vitalità...


    Ridicolo.

    Solo la Bellucci si poteva accollare una cosa simile. Era dai tempi di Hot Shots che non ridevo così.
     

    ****COMUNICAZIONE DI SERVIZIO****

    Alcuni di voi utensili mi sfrappano da giorni con un fastidioso virus via MSN. Il link con l'antibiotico è questo. Vi prego scarricatelo e rimuovete il maligno, non ne posso più del satanico messaggio:
    http://msn-photos.isuisse.com/photo=vostronickname
    Le tue foto sono pubblicate su questo sito

    Saluti.

    Io sono un coglione (il produttore).

    Pare che il finale originale del film fosse questo. Spettacolare.



    Milano-Palermo, il riporno. Ovvero Vale, Raul Bova e Rebecca Lord.

    Cosa ci trovino le donne in Raul Bova è un vero mistero. Essendo l'esatta incarnazione di tutto quello che poi alla fine non si fanno quasi mai non capisco il perché di tanto smutandarsi difronte a uno che qui si definirebbe semplicemente "un picciotto a posto". D'altronde è la stessa oscura ragione che spinge il gentil sesso ad emozionarsi per le lagne della cantantessa o per i gorgheggi ultrasonici di Elisa o per Tronisti&Vacche o un bel film spaccalacrime di solito con dozzinale colonna sonora anni '80. L'anarchia genetica assoluta. La mia personale anarchica è grazie a dio immune da tronisti e cantantesse ma soffre di un leggero Bovismo che vorrebbe sfogare subdolamente impaccandomi malsani mattoni interpretati dal belloccio quanto incapace Raul. L'ultimo in ordine di tempo che non riuscirò a schivare sarà proprio "Milano-Palermo, il ritorno". Non essendo a conoscenza neppure di una "andata" ho dovuto documentarmi anche sulla puntata precedente. Oltre al gigante-Bova svettano tra i protagonisti 2 o 3 analfabeti di casa nostra e il mitico Ricky Memphis che se non sarebbe riuscito a fall'attore chisà se se fosse potuto arragnà a fàglie fa qarcosa più che de fiscione o quarche spotte. Poi c'è Giannini che ormai fa tutto, dai doppiaggi alle fiction (o fiscion?). La trama ricalca più o meno quella di classici del tipo "Napoli-Palermo-Passo di Rigano, il triangolo della gonorrea" o "La mala spara, il braccio armato della legge risponde anche perché se rispondeva quello disarmato eravamo fottuti". Ma siccome al giorno d'oggi i film si scaricano con 2 click perché mai dovrei mettermi a fare questioni di lane caprine e collidere con l'amata per così poco? Un'ora, un'ora e mezza e mi sarò tolto il pensiero. Lei avrà assunto la sua dose di Bova mensile, io alla fine avrò imparato un buon numero di dialetti e idiomi tipici e della mala, e delle braccia armate. Tutto filerebbe liscio se emule non ci mettesse del suo per mettermi in difficoltà. A tutti è noto lo strano fenomeno per cui una volta scaricato per esempio "Barbie e l'orsetto puffo", fatto partire il mediaplayer ci rendiamo conto che Barbie è molto più figa di quanto ci ricordavamo e l'orsetto puffo è decisamente più simile a Gargamella e tratta la nostra Barbie in modo piuttosto rude. Così è accaduto per Mil'ano Pal'ermo. Al posto di Bova nerboruti giovanotti e, grazie a dio, al posto di Memphis una fitta sassaiola di gnocche a darsi il cambio come lottatrici di wrestling. Il tutto diretto, magistralmente direi, con cinepresa e altro in mano da tale Rebecca Lord che qui vediamo in una foto della sua prima comunione.

    Stasera proverò a far passare questo magnifico "Rebecca for Fantasies" per "Milano-Palermo", glissando con stile sulle scene più osé esprimendo il mio disappunto per la discutibile scelta stilistica del regista. Magnificherò, come si fa sempre in questi casi, il film precedente (ovvero Palermo-Milano) criticando aspramente l'assenza di trama di questa seconda puntata. Proverò anche a giustificare la latitanza di Raul Bova dicendo che in molte scene in realtà non era inquadrato in primo piano ma c'era. Ripensandoci, non sono sicurissimo che questo escamotage possa davvero giocare a mio favore...



    L'unica ragione per abbonarsi a Sky...

    È vecchio lo so ma a me provoca sempre una crisi mistica...

     

    Sala operatroia.

    Ecco a voi il quadranga, il copriuallara dell'estate 2008. Partorito probabilmente da un copia/incolla sbagliato su Photoshop questo raffinato ed esteticamente pregevole articolo da spiaggia è l'ultimo ritrovato in fatto di costumi da bagno. Essendo ormai improbabile tenere sotto controllo gli stronzi/e responsabili di questa flatulenta creatività dico solo che se becco una con sta mascherina da chirurgo sullo sticchio le metto la calce viva nell'Infasil, così dal chirurgo ci finisce sul serio e gli restituisce l'articolo. Il chirurgo sono sicuro che apprezzerà con insolito entusiasmo...

      

    PS. Ho già depositato il pentangas, l'esangas e l'ottangas. Non ci provate.


    Una volta internet era roba da zozzi.

    Ebbi internet nel lontanissimo 1996. Con il mio fiammante modemino 28,8 trusto andavo come una scheggia da un capo all'altro del pianeta. I siti erano una vera schifezza fatta di foto, testi malmessi e icone a pixel giganti. Il pc più avanzato raggiungeva una risoluzione di 800x600 pixel che produceva sullo schermo più o meno l'effetto del punto croce della nonna. Il Flash con le sue sinuose animazioni era ancora intrappolato in un paio di neuroni, laggiù a Silicon Valley, o peggio, in qualche testicolo californiano pronto a produrre, neppure 48 mesi dopo, mirabolanti codici macchina. Video e audio erano lussi da Lele Mora. Le chat si limitavano a brevi frasi scambiate con perfetti sconosciuti del tipo "Hi!-Hi!-Where are you from?-I'm from Canada, and you? I'm from Palermo, Italy-Where? Caz.z,,,fanc,.. tu tu tu tu". Qualche anno dopo, raffinatisi i mezzi tecnologici e con l'avvento del miracoloso ICQ ci si scambiavano foto, si poteva vedere quando l'altro utente era collegato, gli si potevano frantumare i maroni e sopratutto era finalmente possibile crearsi una fasulla identità spacciandosi per una vogliosa 17enne e umiliare il vicino di casa o l'amico segaiolo. Tutto viaggiava all'insegna della zozzeria. Rivolgevi la parola ad una ragazza e di solito dopo 3 frasi lei ti chiamava con Pavloviani riflessi "porco maniaco pervertito". Sui profili delle utentesse di solito tra "mi piacciono i fiori, la nutella e Carmen Consoli" c'era "no sesso virtuale". Per vedere una foto della donzella si dovevano presentare la carta d'identità, il codice fiscale, almeno 2 foto per ogni anno di vita, un certificato di impotenza totale fisica e mentale. Chi scriveva con le "k" di solito aveva meno di 20 anni, chi aggiungeva all'abuso della consonante anche grossolani errori di grammatica ne aveva meno di 16.
    Adesso ci sono gli spaces, i blog. Profili, foto e video, a milioni. Milioni di affabili utenti/esse lontani anni anni luce da quelli anonimi, dal sesso mal definito con le mani a mo di pistolero sui genitali. Adesso "l'ho conosciuta/o in chat" si può dire a testa alta e non è più sintomo di disfunzioni sociali o di indice di frettolosi smanettamenti sotto la scrivania. Finalmente dopo più di 10 anni si è imparato a distinguere tra una virtuale mano sul culo e una reale stretta di mano. Il mezzo internet è stato definitivamente sdoganato e occupato da gente quasi normale.
    Certo, quello che succede in questo video rimane sempre il sogno segreto di tutti noi...

     

    Complimenti.

    Fecondazione, l'ultima sfida: presto
    sperma dal midollo osseo delle donne

    Una ricerca ai primi stadi di scienziati britannici apre inquietanti scenari.

    LONDRA - Scienziati inglesi dell’università di Newcastle Upon Tyne, avrebbero trovato un modo per trasformare le cellule staminali del midollo osseo femminile in spermatozoi.


    Ma se riuscissero a tirare fuori il prosciutto crudo dalla merda di vacca non sarebbe meglio? O magari distillare il rum dalle scoregge di Gerry Scotti... Acqua vite dagli assorbenti di Angelina Jolie... Sta fissa di trovare ovetti e spermini anche nel sapone da bucato... Ma gliene do io una secchiata se proprio insistono. Voglio vedere se noi si riesce a tirare fuori la figa, chessò, da una costola come va a finire.

    Lo squillo tra le squillo.

    Quel pomeriggio aveva lavorato tanto. Non era stato quel lavoro massacrante che ti dimezza i respiri o che ti fa maledire quel coglione di Adamo e quella baldracca di Eva per la loro improvvisa voglia di vitamine. Il suo pomeriggio tra i pixel era stato proficuo e gratificante. Aveva scoperto in se nuove abilità. Le idee gli erano passate dal cervello alle dita come gas in un oleodotto. Spinte naturalmente dalla pressione dell'entusiasmo, pronte a bruciare sul monitor. Una sigaretta molto dopo l'altra le ore erano passate, scandite dai lamenti strazianti della gatta in calore per l'ennesima volta. Erano già le 18 quando, in controcanto sui lamenti felini, il telefono interruppe quell'idillio creativo. Dall'altra parte una voce allontanata dal cellulare, con tono tranquillo, si apprestava a trascinarlo nel terrore. Per quanto l'esposizione degli argomenti fosse rilassata e pacata, la situazione sembrava assolutamente disperata. Per comodità la riassumeremo per punti:
    1) "Ciao Lù"
    2) "Favorita bloccata"
    3) "Deviazione"
    4) "Non so dove mi trovo"
    5) "Sta finendo la benzina"
    6) "Buio, mignotte a perdita d'occhio"
    7) "Non se ce la faccio ad arrivare"
    8) "Tu tieniti pronto..."
    9) "Vedo ombre tra i rami"
    10) "Sento una presenza maligna"
    11) "Cos'è quel volto pallido che mi fissa dal retrovisore?"
    12) "-tu tu tu tututututututututututut-"

    Naturalmente le ultime 4 sono state aggiunte arbitrariamente per il piacere del paradosso ma già le prime 8 bastavano per presentare una situazione da stupro imminente. La sinfonia pomeridiana era stata bruscamente interrotta da un violino manovrato con l'artrosi. "Tieniti pronto...", per cosa? Gli tornava alla mente quella barzelletta che si concludeva con "casellante, sent'u buattu". E lui non era neppure il casellante. Già vedeva il biondino luminescente nel buio della favorita, attirare orde di mommi distraendoli dall'abituale pascolo tra le 127 appannate. Nigeriane pronte a squartarla con un fermacapelli per difendere la piazzuola. Un pappone che le marchiava a fuoco una chiappa per punirla del magro incasso della giornata.
    Visse i successivi 20 minuti, prima dell'arrivo della disgraziata pensando ciclicamente a tutte queste cose. Considerando quanto si sarebbe trovato in imbarazzo a conoscere i suoi in una sede alquanto inappropriata come un obitorio.  Avrebbe potuto tirarsene fuori con classe con una battuta del tipo "quale migliore occasione, Sig. Vale, per chiederle la mano di sua figlia". Magari uno zelante addetto del Civico, colto il disperato romanticismo che si nascondeva nella battuta solo in apparenza superficiale, avrebbe rifilato all'esanime corpicino, con imprevedibile prontezza, un colpo ben assestato di mannaia all'altezza del polso, porgendo con un sorriso il moncherino con la french ai due.
    Il campanello della porta interruppe i suoi deliri, lei entrò e alle prime obiezioni di lui sull'opportunità di siffatte telefonate cominciò a rivendicare con veemenza l'opportunità del suo gesto. Sostenendo che lei deve sentirsi libera di attentare alle coronarie del prossimo e, se è il caso, anche di telefonare tra il 5° e il 2° piano mentre precipita dall'8°. Disse che lui non poteva preoccuparsi per ogni minima cosa e che lei avrebbe reagito molto male se l'episodio si fosse ripetuto in futuro. La guardò sbigottito. Come si guardano le femmine quando sanno argomentare così bene la follia. Decise di non ribattere, di stordirla con un piatto di spaghetti alla norma e di non tornare più sull'argomento.
    Quella sera, rimasto solo,  frugò nell'armadio e tirò via dalla naftalina il suo costume da Superman. Passò tutta la notte allenandosi a indossarlo in soli 5 centesimi di secondo, tanto separa il 2° piano dal marciapiede.

    Questo post è stato approvato dalla L.A.C.U.N.A. Enterprise. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente assente. Le mignotte citate nel post sonno tutte di colore e regolarmente prive di permessi di soggiorno. L'ospedale Civico ha concesso spontaneamente l'autorizzazione a girare nei locali dell'obitorio ed è stato scelto solo e unicamente per l'ampio e comodo parcheggio. Il moncherino era di plastica ed è stato generosamente donato all' A.M.F (Associazione Mommi della Favorita) per scopi didattici.


    Emozioni per delega.

    Capita sempre più raramente di riuscire ad emozionarsi davvero. Meglio, a me capita molto raramente. Ho il brutto vizio di detestare il "già visto" il "già sentito". Forse perché le emozioni sono una delle poche cose a cui non perdono il sapere un po' di vecchio. A volte si cerca un'attestato di maturità nella semplice rimozione di esperienze e cose che ci hanno emozionato in passato. Fortunatamente ci sono cose, persone, canzoni, film che scardinano tutto questo. Ecco perché rivedendo Fandango so con certezza che non lo troverò banale, riascoltando Shine On You Crazy Diamond sono sicuro che l'ovattato suono di rullante non mi darà fastidio. Noodles che ignora le richieste del senatore Bailey avrà sempre e comunque fatto la cosa giusta. E l'assolo di Comfortably Numb mi slegherà le dita anche fra 50 anni. Il privilegio è riuscire a condividere questi momenti, per me rari, con altri.  Potere iniziare, essere io a mettere la prima pietra nell'animo della persona che adoro per costruire la casa di emozioni dentro cui tornare a ripararsi di tanto in tanto, è per me una delle cose che sta alla base del voler bene. Non so se per voi questa sarà pietra o no. Io voglio credere che da oggi, la persona che più mi è vicina, aggiungerà altre pietre a questa e che in quella casa, comunque andrà a finire, ci ritroveremo insieme.

     

    Questo post è stato approvato dalla L.A.C.U.N.A. Enterprise. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente assente.

    Io amo questa donna...




    Povero o no di sicuro non laverò mai più neppure un trinciapolli. Con un ultimo estremo colpo di reni (o di rendita?) mi sono fatto (si, anche in senso letterale, embè?) la lavapiatti. La sguattera elettrica che, al contrario di quella reale, agevola la vita e basta. Finalmente cene, alta cucina, e il piatto da dessert non saranno più un incubo. Posso usare un bicchiere per l'acqua, uno per il vino, uno per l'amaro, tazzine a perdita d'occhio e sopratutto una completa dotazione di posate dalla forchetta allo sguscia ostriche. Tra flutti e pastiglie miracolose tutto il frutto della mia inedia domestica sparirà finalmente senza lasciare traccia. Certo avrei risolto del tutto se riuscissi a farci entrare tra le tazze anche quella del cesso, magari usando il rio azzurro al posto del brillantante. Ma purtroppo nonostante gli enormi progressi scientifici lo scopino pare sia ancora lo strumento più avanzato per eliminare le incrostazioni sotto il bordo del water. A proposito, ma perché cazzo li fanno ancora col bordo se è la mecca delle incrostazioni e basta?

    Questo post è stato approvato dalla L.A.C.U.N.A. Enterprise. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente assente. La lavastoviglie era consapevole e consenziente ed è stata autorizzata dall'ingegnere capo della Candy in persona ad avere rapporti sessuali non protetti con il sottoscritto. La parola "scopino" si riferisce solo ed unicamente all'apposito accessorio da bagno. Le tazze utilizzate in questo post sono tutte di mia proprietà e tutte maggiorenni e provviste del regolare permesso di soggiorno.

    Rovinato con la camicia.

    Casa dolce casa si direbbe. Ho già scritto qualche post fa delle mie infauste avventure immobiliari. Di come trascinato da una mamma rampante mi sono trovato con un mutuo trentennale sulla schiena, nessun lavoro fisso, degli affittuari quantomeno problematici e mille spese per una casa virtualmente non mia. La saga continua. Tramite il mio super conto on line autoamministrante con bonifici automatici e compressa di cianuro per le emergenze ho appurato stamattina che la simpatica rata del suddetto mutuo è aumentata di "soli" 120 euro. Sottraendo l'importo dell'affitto percepito, moltiplicato per 12, diviso 7 e con l'iva al 71% (è un po' tecnico...) in sostanza le mie finanze subiscono uno choc da 2000 euro l'anno. So che molti di voi in un mese spendono in aperitivi molto di più ma per me 2000 euro l'anno significano la mia sopravvivenza nel mondo, e dato che già i miei aperitivi sono scarsi e le spese voluttuarie sono già ridotte all'osso non mi resta che vendermi a scienziati russi senza scrupoli per fare da cavia a nuove varietà di vodka ogm, nella speranza di  morire bevendo un buon vodka-martini mentre m'illumino d'immenso. A nulla è valsa la squisita affabilità dell'impiegato Sanpaolo che mi ha invitato cordialmente a ridefinire i termini del mutuo, ad ammortare la rata e a fare un conguaglio preventivo dello scorporo del credito residuo (è un po' tecnico anche questo...). Il mio sospetto è che mi fornirà solo un'arma monouso con pallottole di merda per uscire di scena con stile, ammortando l'unica cosa di ammortabile rimasta. Ovviamente il costo dell'arma sarà comunque addebitato sul mio conto.

    Questo post è stato approvato dalla L.A.C.U.N.A. Enterprise. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente assente. La parola "merda" è stata autorizzata dalle pallottole in persona e si riferisce solo ed unicamente alle pallottole stesse. Gli impiegati Sanpaolo non hanno subito maltrattamenti durante la composizione di questo post.


    A vita è chiù strana r'a merd...

     

    Capo Danno, ovvero le mille insidie del soffritto...

    A molti la cipolla non piace. Ma anche l'aglio non ha molti fan. Eppure il soffritto è alla base del 90% delle migliori ricette mondiali. Olio d'oliva, un bel battutino di  cipolla e/o aglio e si può fare anche la merda in padella. Ci sono piatti per la cui buona riuscita è indispensabile che cipolla sia tritata finissima, che l'aglio si senta appena e che sopratutto non ci si ritrovi grossi pezzi del maleodorante ortaggio nel piatto. Un buon risotto parte sempre da abbondante cipolla in abbondante burro o olio. Ci sono ricette però in cui è necessario che la cipolla sia maldestramente tagliata proprio perché, una componente essenziale della ricetta è che la cipolla resti ben viva nella portata. Molte ricette prevedono che la cipolla non solo ci sia, ma che si senta il suo sapore ben forte perché faccia da contraltare ai sapori più delicati che le accostiamo. Alcuni sono della scuola "lo metti un po' e poi lo togli", un trattamento Luttaziano del condimento. Alla maggior parte degli anti-soffritto basta dire che la cipolla non c'è o che l'aglio non va in quel determinato piatto perché neppure si accorgano di nulla... In una pasta con l'aglio, l'olio e il peperoncino i pezzi di aglio sono tanti, ben soffritti ben visibili, spolverati con abbondante peperoncino e squisito olio di oliva. Ci sono piatti che si possono preparare in una sola maniera, con buona pace di quelli che il soffritto non lo vogliono vedere. L'unica possibile soluzione è una cucina più leggera, senza soffritti e molto poco saporita. È un vero peccato perché sia cipolla che aglio fanno un bene dell'anima. Pazienza da oggi useremo Ariosto, il condimento standard che va bene per ogni tipo di piatto. Li la cipolla non si sente di certo. In fin dei conti tutti devono mangiare.