Luca's profileTROPPI SPAZI E POCHI ING...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Faccio le mie pubbliche scuse.Derisi tempo fa il povero (di nome e di fatto) Jackal reo di avermi proposto, in uno slancio di incoscienza, di andare a vedere a Madonna del Cristo Ibla di Calabria, Max Gazzè, Paola Turci e Marinarei (che è un verbo, no?) in concerto. A parte l'amenità del luogo e la mediocrità (ora mi tocca dire presunta) delle concertiste, la mia proverbiale vena scettica e ipercritica mi suggeriva di non andare, e di mandare affanculo il suddetto Jackal. Lui e le sue solite pseudo avventurose sortite musicali da salotto. Dopo stasera, purtroppo, mi tocca chiedere perdono al Jackal. Ho visto i tre menestrelli alla Festa dell'umidità. Concerto strepitoso. Con qualche appunto. L'immensa statura musicale di Gazzè chiaramente reggeva il tutto. Marina Rei nella sua vita ha scritto solo i 5 - 6 pezzi che ha proposto. Paola Turci è gnocca vista da 20 metri ma effettivamente per cantare, canta. La cosa che più mi ha stupito è che le canzoni delle signore sembravano tutte di Carmen Consoli. Allora mi sono chiesto "Ma come mai la Rei e la Turci sono andate in menopausa 10 anni fa e quella demente della Consoli continua con i suoi urlettini a sfornare pseudo successi di una banalità imbarazzante facendo lacrimare i cuori di mentecatte sparse per tutta Italia?". Io ho teorizzato che alla base di tutto ci sta il trasformismo della catanese. Capelli corti, lunghi, biondi, neri, ricci, lisci. Grassa, magra, cessa, passabile. Lesbica, etero. Incazzata, sdolcinata. Mentre quelle 2 si mantenevano, una corvina, e l'altra riccia esagitata, la COnFusSa e FfelicE Carmela sfornava disco/look-disco/look-disco/look. Evidentemente il pubblico femminile apprezza più un innovativo taglio di capelli e una dieta riuscita di una buona pentatonica su giro di Do. Quando il rapporto si incrina... Ovvero il vecchio e il mare, di merda 3 - La caduta.In quest'anno all'insegna dell'ortopedia e dei sinistri non ci siamo fatti mancare proprio niente. Dopo una mamma frantumata da una suzukina, adesso il variopinto carosello di auto che tutti i giorni colora le nostre vie se l'è presa anche con la mia "frequentazione" (se dico fidanzata le prendo). Stamattina dopo il rituale languido saluto davanti al bar Next la mia piccina ha deciso di terminare la sua corsa di donna intatta due incroci dopo scivolando sull'asfalto nel tentativo di evitare una panda bianca guidata da una stronza. Accorso sul luogo constatavo che un piedino era fuori uso e che dei nerboruti fruttivendoli avevano adagiato il mio tesoretto dolorante (altro che Padoa Schiappa) su una sediolina di plastica in attesta dell'ambulanza. Il motorino sostava strafottente accanto a cassette di frutta. Della signora Panda neanche l'ombra. A seguire corsa dietro l'ambulanza, pronto soccorso, lastre, gesso precario e probabile futura operazione per risistemare il malleolo. Che ci si debba addirittura operare per rimettere a posto una cosa che si chiama "malleolo" è veramente ridicolo. Mi fa pensare che chi ha battezzato certe ossa aveva grande senso dell'umorismo. Insomma la mia indistruttibile vikinga, il mio donnino dall'ossatura di titanio si è frantumata sotto il peso di uno sfasciato Scarabeo celeste in una inutilmente piovosa mattina di settembre. La commozione nel quartiere è stata grande, l'esercente-soccorritore con una voce da enfisema ha anche detto "Mi rispiaci compretamente, intisi u buattu e rissi -cu è ca si pigghairu i piattu?-". Adesso per rivedere la mia bella sarò costretto ad uscire dalla clandestinità, tagliare i capelli, comprare un paio di completi casual da avvocato al brunch e fingere di avere una carriera. Oppure potrei subdolamente travestirmi da stampella e mimetizzarmi accanto all'amata zoppa per i giorni a venire. Opterò di sicuro per la seconda soluzione. Va bene i capelli, va bene mamma e papà ma il completo da brunch no. Quello sarebbe davvero troppo. Sei vestita proprio come una...Non so a voi ma a me sfugge "la notizia". Caccia?! Addirittura? Direttamente da Repubblica.it: La ragazza si era fermata con il motorino a causa del traffico provocato dalla presenza di lucciole. Alcuni automobilisti l'hanno inseguita per offrirle dei soldi. (15 settembre 2007)
Il mattino ha loro in bocca.Svegliarsi presto la mattina è un mestiere infame. Tra l'altro la cosa che più mi fa imbestialire è che a me basterebbe svegliarmi alle 10 piuttosto che alle 7,30. Non sono il classico dormitore da competizione, impastato con il letto, che ciondola per 145 minuti prima di riprendere conoscenza. Essendo molto avanti negli anni (visto che bella scappatoia per non dire "alla mia età"?) vado a dormire molto tardi e quindi quelle 2 orette in più la mattina mi riconcilierebbero con la suoneria "Digirain" del mio soniericson. Purtroppo il PIL va se la giornata comincia alle 9, e in anni di lotte sindacali e scioperi a nessun cinese di merda è venuta in mente questa brillante e distensiva soluzione. Stamattina era una di quelle mattine da croupier, vinci tutto-perdi tutto. Alle 9 qualcuno DOVEVA essere in un posto. Ebbene, il soniericson di cui sopra dopo una strillata di 2 minuti s'è accontentato di due carezzine sul display per non suonare mai più. I letargici occupanti del talamo hanno ripreso conoscenza solo alle 9,30 tra lo sgomento dei buoni propositi della sera prima. Il gatto si godeva la prima, inaspettata disfatta della sua rivale diretta. Il resto è routine. Due schegge impazzite che rombavano per le stanze. Dentifrici aperti, sottovesti e gioielleria sparsa per casa, urla al telefono. Adesso dopo 5 ore di lavoro e il solito pranzo dai miei, rientrando a casa esausto, lo spettacolo post atomico che ho trovato per casa è la cosa più bella che mi sia capitata da 3 anni a questa parte. Alla fine siamo bestiole relativamente semplici. Come suggerito da Jackal "embeddo" l'apposito filmato. E alla fine arriva Polly...![]() Grazie a dio in questo implume momento musicale arriva lei. White Chalk esce il 2 ottobre (per i comuni mortali) anche se gira già misteriosamente sul mio i-Tunes. Lo ascolto mentre scrivo e sento tanto pianoforte, voce più stonata del solito e magone a mille. Ma questa è lei. Non ci sono 2 dischi uguali. La scontrosa Polly appartiene a quella categoria preziosa di artisti che la musica la scrive, non la prepara. Adesso lo finisco di ascoltare, e poi ancora e ancora. Non ci si può permettere il lusso di non farselo piacere. Tracce (non ancora) consigliate: Devil Dear Darkness Grow Grow Grow When Under Ether White Chalk Broken Harp Silence To Talk to You Piano Before Departure Mountain Questa è Mountain Regola numero 1: le femmine si accavallano.Da un punto di vista chimico l'uomo è indubbiamente un pregevole manufatto. Reazioni a noi oscure spesso determinano, senza scampo il 90% delle nostre esperienze. Ecco perché l'uomo che non si accoppia da un tempo considerevole è spesso e volentieri chimicamente inattivo. Le donne hanno questo naso uterino che percepisce a miglia e miglia di distanza un uomo senza traccia di rapporti fisici con l'altro sesso. Questo condanna quasi sempre il malcapitato all'isolamento, perché si sa che un esemplare che non si accoppia, è un esemplare che forse non è in grado di farlo e pertanto superfluo. Ma ciò che è più sorprendente è che basta sbloccare in qualche modo questo meccanismo. Basta segnare un punto sul tabellone degli accoppiamenti per rientrare immediatamente in gioco. Evidentemente il nostro olezzo ricomincia a spandersi nella prateria attirando irresistibilmente l'attenzione di giovenche al pascolo. Ecco perché la regola numero uno in assoluto è che se una donna ha lasciato tracce di se su di noi ne arriveranno immediatamente altre, più agguerrite, che non vedono l'ora di cancellarle. L'uomo ha due alternative, come facilmente si potrà intuire. Cambiare odore come un vestito, attirando giumente sempre nuove, pensando ad una dettagliata guida Michelin di vagine. Oppure tenersi il suo (cioè quello della titolare), declinare cortesemente le gentili offerte delle altre, e decidere di smetterla di fare l'allevatore. Io, qualsiasi cosa accada, propendo dopo attenti studi assolutamente per la seconda. Negli anni ho capito che molte sono brave solo a cancellare odori altrui senza lasciare il proprio. Così facendo azzerano il contatore e ti mettono fuori gioco. E si divertono così. È proprio come andare in bicicletta.È proprio vero. Gestire donne/fidanzate/frequentazioni alla fine è cosa appresa anni or sono e mai dimenticata (che bello questo neologismo, "ci frequentiamo", l'ho amato subito; che poi chiaramente vuol dire che si scopa, e anche di brutto, ma detto così sembra più un circolo ricreativo di due persone soltanto, una sorta di bocciofili un po' più hard). La solitudine ci porta a dimenticare come certi meccanismi e certi automatismi alla fin fine scattano da soli senza doverci star su a pensare più di tanto. Si deve solo saltare su e pedalare. Punto. Attenzione però. Ci sono in giro parecchie biciclette di fantozziana memoria che proprio sulla rincorsa perdono la sella. Perciò meglio lasciar stare il salto "alla bersagliera" specie se il vostro ano è reduce da un Tour de France. Sedetevi piano, pedalate con calma e cercate di non dimenticare mai che si tratta di un tandem. Palermo-Torino: i Police sparano, tre coglioni rispondono.![]() Il 2 ottobre tre simpatici vecchietti che rispondono al nome di Police hanno deciso di farmi fare l'ultima, ennesima cazzata. E così tre corrispondenti baldi vecchietti palermitani partiranno alla volta di Torino, zaino in spalla, fumo nelle mutande, per vedere le tre cariatidi suonare un'altra volta Rocsen ed emozionarsi come allora (ma allora quando? Chi cazzo li ha mai visiti i Police...). Il primo concerto che ho visto era quello dei Pink Floyd, ovviamente. Una quarantina di debosciati dai 16 ai 57 anni, deportati in pullman come ebrei in una nottata e riportati indietro la sera stessa del concerto in condizioni penose. Di sicuro se quel pullman fosse precipitato in una scarpata nessuno avrebbe sentito la necessità di recuperare alcunché, due o tre tonnellate di terra sopra e chi s'è visto s'è visto. Negli anni duemila i concerti si vanno a vedere comodamente in Jet. Si prenota su siti specializzati il volo, si acquista il biglietto del concerto, si trova il più conveniente ed economico albergo di Torino. Tutto con mastercard. Ma l'imprevisto è sempre, inesorabile, in agguato. Palermo-Torino, che apparentemente sembra una tratta di tutto rispetto, per il 70% delle compagnie aeree è assolutamente inutile. Addirittura Alitalia fa scalo a Roma, come se si dovesse arrivare in Patagonia. Per non parlare poi dei prezzi alle stelle, da capodanno in Concorde, che impediscono a noi trentenni indigenti di goderci a pieno la nostra ennesima cazzata. Mentre ormai a Roma ci arrivi anche facendo autostop a bordo pista a Punta Raisi, arrivare a Torino sembra non interessi a nessuno. La morale della favola è che il volo sta costando un botto. Il biglietto è costato un botto. L'unica cosa che sembra un affare è l'alberghetto/pensione, sempre che dietro la parete non ci sia un gigante deforme pronto a farci a pezzi un piena fase REM. Insomma, a 20 anni anche le cazzate avevano un gusto diverso, e sopratutto si era giovani abbastanza per godersi, comunque, il concerto. Adesso quei tre dovranno davvero dare il meglio di se altrimenti potrei dar via la copia che non ho di Zenyatta Mondatta. Sony di una notte di mezz'estate.Caso volle che in questa estate di sconvolgimenti climatici anche la
raffinata circuiteria interna del mio pregevole Sony 16:9 dolby
surround multifunzione cedesse alle alte temperature. In una afosa
serata di agosto mentre in cucina componevo un'amatriciana la tv mostrava i primi
segni di squilibrio. Su canale 5 davano "Non ti muovere", film sublime
quanto un intero flacone di barbiturici. Probabilmente neppure il
televisore ha retto alle urla isteriche del sorcio/cruz "hoabortitto
HOABORTITTO!!!!". Ero di la a preparare l'intingolo di pancetta
e pummarola quando il quadro è misteriosamente passato dagli orgogliosi 16:9 a
dei rachitici 5:9 facendo diventare tutti improvvisamente magrissimi. Sarà stata la nemesi del titolo (io infatti mi ero ahimè mosso per andare in cucina) ma a
quel punto non restava che eseguire tutte le solite inutili operazioni
che si fanno in genere quando un qualsivoglia apparecchio elettronico
mostra segni di cedimento. Spegnere e riaccendere. Togliere la spina
per 5 minuti (e se ce ne volessero 6?). Decisi cazzotti qua e la.
Lusinghe. Niente. Ormai il Sony aveva deciso di annientare per sempre i
Costanzo e i Ferrara, riducendo tutti a degli alieni da Incontri
Ravvicinati del 3° tipo. La punta di diamante degli accessori tecnologici di casa Darkside aveva ceduto senza rimedio e dopo appena 3 anni di onorata carriera. Inutile dire che qualche sera dopo, mentre guardavo uno strano remake del Padrino con un Marlon Brando insolitamente emaciato, ad un secco FSCHZ! seguiva il definitivo oscuramento dello schermo. Sapevo che l'avrei fatto sistemare ma in quel momento non sapevo né come né quando. I miei rari contatti con i tecnici tv sono sempre stati tragici e sconfortanti. Gente prezzolata e senza scrupoli che ti dissangua lavorando nell'assoluta ignoranza di quello che fa. Spesso daltonici panzoni che non distinguono un magenta da un un rosso cardinalizio. Piuttosto che passare 15 minuti in balia di simili creature preferivo guardarlo spento per il resto della vita. Qualche giorno fa il miracolo. Un amico, di cui non farò il nome per ovvie ragioni ma che chiameremo il Sig. Wolf, saputo della disgrazia mi ha gentilmente inviato a casa i suoi tecnici di fiducia. Due baldi giovani hanno ritirato 70 chili di Sony alle 14,30 e senza batter ciglio. Alle 17,30 dello stesso giorno il Sony era già tornato al suo posto. Pulito, fiammante e perfettamente funzionante. Alla mia domanda "allora quanto vi devo?" i due scagnozzi rispondevano che avrebbe sistemato tutto il Sig. Wolf e che io non dovevo disturbarmi. Niente male. Quasi quasi stasera posso guardarmi "Le onde del destino" tanto c'è il Sig. Wolf a vegliare sui miei trasformatori di potenza. |
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