Luca's profileTROPPI SPAZI E POCHI ING...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    Questo è davvero inaccettabile.

    Avevo scritto neppure 15 giorni fa della Salma pregna ed ecco che ci risiamo. Ma stavolta è stata toccata (toccata una sega...) l'intoccabile. L'ennesimo degenerato si è permesso di farcire niente di meno che lei. La numero uno della top ten delle migliori donne del pianeta. Nella foto in basso vedete Naomi Watts in formato maggiolone. L'ennesima gnocca che cade sotto i colpi di spermatozoi senza scrupoli. Sarà la mia classifica che porta sfiga. Se avete problemi di ovaie occluse, utero retroflesso o eritema palmare rivolgetevi pure a me per un consulto. Vi inserisco in classifica e la gravidanza è assicurata.

    Figa per la vittoria.

    Da qualche giorno la mia abituale misoginia è scombussolata da lieti eventi che nulla sembrano avere a che fare con i mostruosi esseri metà utero e metà zoccole di cui spesso ho parlato. La mia principale fonte di ispirazione e l'autocompiacimento per la demolizione sistematica degli esseri di sesso femminile subiscono un duro colpo. Adesso che ogni mia opinione potrà essere usata contro di me dovrò essere più cauto. Perché le donne, come i motori a benzina, vanno tenute a regime. Mai accelerare troppo e sopratutto mai fidarsi del minimo, pena restare piantati al semaforo a motore spento. Allora potrò essere sarcastico ma mai più sgradevole, potrò parlare male della categoria ma riferimenti a fatti e persone realmente esistenti dovranno rigorosamente restare casuali. Qui bisognerà assolutamente rivedere tutto il vocabolario. Le "maledette troie" diventeranno "vecchie babbione", le femmine torneranno ad essere donne, e le creature metà utero e metà zoccole saranno solo "dolcemente complicate". Che ci volete fare, pensare che i propri testicoli per un po' non siano stati poggiati su un ceppo è solo un'illusione. La biondina con l'accetta in mano era solo andata prendere un caffè. La partita Grande Germania-Alleati è appena cominciata. Scappare dal tunnel a fine primo tempo sarebbe davvero da vigliacchi.

    Cullato dall'honda.

    Sono molto affezionato alla mia moto. L'ho presa di seconda (a dire il vero almeno 3a...) mano quasi 10 anni fa. Non avendo l'abitudine di dare un nome agli oggetti meccanici (pare che sia molto figo dare un nome proprio alla moto, tipo Giovanna, Nasturzia, Jean Claude o simili), per me è sempre stata la moto, o ancora meglio il motore. Accezione sgrammaticata ma fascinosa. Io e la moto siamo ormai una coppia navigata. Io non rompo le palle a lei chiedendole prestazioni al limite della Moto GP, e lei si fa bastare benzina, pochissimo olio, e quei 300 euro annuali di pizzo che si devono obbligatoriamente pagare ad un qualsivoglia meccanico per tenersi amici i pistoni. Passa l'inverno e l'estate fuori, prende pioggia e sole senza lamentarsi più di tanto. Fatta eccezione per qualche freccia che non si accende e la batteria che periodicamente mi ricorda che il Sig.Volta poteva applicarsi un po' di più, la moto sopporta le intemperie con dignità. Uno scellerato una volta mi ha tagliato la sella con un temperino ma fu un episodio isolato che ho annoverato tra le simpatiche burle che spesso qualche bontempone decide di dedicarci per movimentarci le giornate. Nulla più.
    Ieri, uscendo dal Kalesa questa è la scena che mi si è presentata. Un simpatico quanto zelante posteggiatore aveva deciso di vigilare sul mio pregevole mezzo meccanico in modo insolito. Pur di evitare il furto o la manomissione da parte di terzi, il simpatico giovinastro in infradito, trattandomi evidentemente con un occhio di riguardo, si era preso cura della moto letteralmente sdraiandocisi sopra. La proverbiale comodità della Honda è nota, ma che un tozzo e budinoso giovane sulla ventina potesse trovare questo improvvisato triclinio così tanto comodo da addirittura addormentarcisi su non era prevedibile. Ho avuto il tempo di uscire, superare i 5 minuti di sgomento e scattare la foto che vedete in basso. Neppure il flash è bastato a distogliere il giovanotto dalla sua pennica serale. Mi sono dovuto avvicinare e sparare un secco "Scusa!" per svegliarlo. Lui ha aperto gli occhi, s'è tirato su, mi ha guardato come se il pazzo fossi io e senza neppure porsi il problema di spiegare alcunché si è allontanato sciabattando in direzione della Q8. Poco male. Io ho questo impareggiabile scatto-ricordo, non ho dovuto sborsare neppure un euro e adesso ho anche la sindone della sua schiena aerografata sulla polvere della tanga. Meglio di così...

    Ritornello al futuro.

    Nonostante la mia enciclopedica cultura musicale, il mio raffinato senso artistico e la mia predilezione per la musica che non canta italiano, oggi metto su questo video che più pop-italiano-perquindicenni non si può. La canzone è dei Velvet, che poi sono quelli il cui cantante sembra un imbucato al centro sociale. Il pezzo è quello che è. Amore, cuore, lei, lui. Ma ha un ritornello trascinante e due o tre periodi veramente azzeccati. Quasi commovente. D'altronde, non sempre bisogna masturbarsi i timpani con mega sinfonie di falangi impazzite. È meglio un bel ritornello, semplice ed azzeccato. Che puoi ascoltare, e riascoltare, senza stancarti, ogni giorno. Si, decisamente meglio un ritornello.

     

    Il ciclo vitale della figa.

    7° Giorno. E Io si riposò.
    Sono sempre stato titubante se pubblicare o no questo post. Forse troppo intriso di cinismo (sai che novità...), forse una banale generalizzazione, mi è sempre sembrato "eccessivo". Adesso è arrivato il momento di pubblicarlo. Mi precluderò amanti, fidanzate, flirt e rispetto da parte del gentil sesso per un paio d'anni ma credo ne valga la pena. Lo pubblico stasera perché è successo qualcosa di aspettato. Avete letto bene, aspettato. Stasera ho avuto definitive conferme di ciò che di qui a poco leggerete. Naturalmente, quel muscolo pulsante che non è ancora stanco quanto me chiosa il tutto con una speranza. La speranza che prima o dopo, sarò assolutamente smentito. Preferibilmente da biondi occhi azzurri. Il desiderio è che mi stia assolutamente sbagliando e che tutto questo freddo cinismo sia transitorio. Che alla fine "umanità" non sia un aggettivo esclusivamente maschile. E che cristo, con il suo rivoluzionario concetto di "pietà", fosse solo per un caso di sesso maschile.


    La figa nasce da se stessa. Quindi per assurdo si potrebbe quasi parlare di clonazione. Dai 0 ai 12 anni la vita della figa si svolge più o meno normalmente e in modo assolutamente simile a quella dei maschietti. Fatta eccezione per i giochi molto più stupidi. Dai 13 ai 16 anni la figa impara i primi rudimenti del maltrattamento psicologico dell'altro sesso. Ad onor del vero i maschietti nello stesso periodo imparano molto più che i rudimenti del maltrattamento fisico della figa. In genere in questo periodo la figa resta intonsa. Si segnalano però casi di  brillanti copule avvenute addirittura a 13-14 anni sebbene queste, statisticamente, pare portino allo sviluppo di fighe difettose o addirittura mal funzionanti. I fidanzati non compaiono di solito prima dei 16-17 anni. La comparsa di fidanzatini è quasi sempre occasionale e limitata ad un paio di giochi della bottiglia (quando ero giovane io..). Dopo i 16 anni la figa può subire due differenti mutazioni. Una prima possibilità è il fidanzamento che dura in genere, magari dopo un paio di tentativi e sostituzioni, fino ai 25-26 anni e, in taluni casi, anche fino ai 28. La seconda è un pulleggiamento reiterato che accompagna la crescita e lo sviluppo della figa fino ai 23-24 anni. Nel primo caso il povero fidanzatino di turno sarà l'unica testa a cadere alla successiva mutazione. Nel secondo cadranno più teste ma meno rovinosamente.
    Dopo i 26 anni la figa subisce un nuovo radicale cambiamento dal nome scientifico " misen todon navo gli ounver ouomo ". Di solito questa metamorfosi provoca grande irrequietezza nella figa. Ad un eccessivo uso di rimmel segue, di solito, una disordinata frequentazione di branchi di ubriachi e riluttanza all'accoppiamento da sobrie. Da questo periodo alcune fighe escono dopo un paio di anni con un marito-trofeo in grado di provvedere ai bisogni primari (piscina, barca a vela, viaggi costosi e inutili, ristrutturare case in ottimo stato). Una buona parte invece cade sul campo. Vittime degli eccessi si svegliano intorno ai 30-32 e scoprono che adesso sono gli uomini a mostrare difficoltà nell'accoppiamento con loro se sono sobrie. Questo status le accomuna alle maratonete del fidanzamento, ovvero quelle che dai 16 ai 28-30 anni perseverano nel fidanzamento monogamo fino al brusco risveglio di solito provocato da un altro esemplare più giovane e nella fase del pulleggiamento reiterato.
    Le fighe che hanno rimediato il riproduttore di solito figliano dopo 1 o 2 anni diventando mamme e perdendo ogni interesse concreto per l'altro sesso fino alla menopausa. Tutte le altre riescono comunque a procurarsi un riproduttore ma solo dopo molti anni e molti gin tonic. Per queste la riproduzione è più complessa e di solito casuale o fraudolenta. Il risultato è sempre e comunque lo stesso per entrambe: niente più lavorare (chiaramente non vale se la puttana occupa posti di potere), l'accesso ad una Visa a fondo perduto, esperienze vuote quanto dispendiose da rivendere al circoletto, e lo status di signora a 6-7 zeri. La figa di solito conclude il suo ciclo vitale in un circolo ristretto di amiche con cui condivide quasi nulla a parte la passione per lo smaronamento dell'uomo, i club esclusivi, i viaggi e il maltrattamento del personale di servizio.


    Appendice:
    Probabilmente le accompagnatrici professioniste non sono che i fast food di una vita di merda fatta di pasti lunghi e indigesti.
    Un cheeseburger, grazie.

    Giochi da tavolo.

    6° Giorno.
    Crogiolarsi nel ricaricare, pulire il fucile, stanare la preda, attendere che scattino le trappole per portare finalmente un fagottino piumato a casa, non fa più per me. Questo velo di ipocrisia che ormai si usa al posto del preservativo non riesco proprio ad indossarlo. Non ho mai portato a casa niente di buono con simili accorgimenti. Tutte le volte che ho avvicinato la mia persona ad un'altra è stato sempre per davvero. Tutto questo mondo di conoscenze, di feste del cugino, di amici dell'amico, di "sai dove ci siamo visti?" non mi è mai appartenuto. E niente è mai cominciato da li. Le persone sono sempre state entità. Mi andavano bene o no. Certe mi hanno sorpreso, altre le ho avvicinate fino a trovarmici dentro. E non è mai stato un gioco. La scacchiera per me ha sempre avuto 2 sole pedine. Non so giocare a scacchi, e in poche mosse, più pezzi sul tavolo, finiscono col giocare da soli. Possibile che si debba ancora sopportare chi vuole giocare a tutti i costi, anche quando il re è bello e che morto? Tutte le mosse che volete, ma nessuna partita. H4 in G7. Scacco. E basta.

    Gravidanza degli ippopotami.

    5° Giorno.
    Ecco come mi hanno ridotto una delle 12 donne migliori del pianeta. Il solito magnate con manie di grandezza ha deciso che era giunto il momento di ingallare una povera star. E così in uno slancio necrofilo uno sciagurato mi ha ingravidato la Salma. Commovente la gravidanza. Le donne che raggiungono il loro massimo splendore. Quelle belle forme così rotonde e piene di vita. È il miracolo della nascita, non c'è che dire. Beh speriamo che il miracolo lo facciano dopo anche i chirurghi plastici e mi restituiscano la Salma com'era prima. Piccola e formosa, lontana anni luce da questo inguardabile grumo di sebo.

    Seipersei.

    4° Giorno.
    Superato l'epicentro di questa pazza pazza estate si comincia a ragionare. Oggi si festeggia il 36esimo anniversario di matrimonio tra lo spermatozoo e l'ovetto che mi hanno malauguratamente generato. A giudicare dalla massa cellulare che hanno sviluppato quei due si sono riprodotti abbastanza. Adesso che il mezzo dantesco è stato superato d'inerzia, posso davvero augurarmi di uscire dalla selva. O magari di entrarci, dipende da cosa intendesse esattamente il sommo. Non saprei davvero cosa e come festeggiare. Passerò il giorno a centellinare gli auguri più graditi. Poi assolutamente una birra fuori. Magari alla spina.

    Una delle scene più terrificanti di tutti i tempi.

    Posto questo video, come promesso, per onorare l'apice della carriera del nano (vedi post su "Questo meritava un discorso a parte" per capirci qualcosa). Questa secondo me è una delle scene più terrificanti mai viste al cinema. Almeno a me fa questo effetto. Il nano comunica tutto il terrore che si confà ad una situazione del genere, e la magnifica biondina (sculettante quando vuole, assolutamente raggelante in questa sequenza) in un crescendo ci porta verso la totale, completa follia. Sarà perché io mi ci sono praticamente trovato, ma tutte le volte che rivedo questa parte del film (che poi è Vanilla Sky, nel complesso un polpettone) ringrazio Pippo Baudo (in quell'altro mica ci credo tanto) di essere ancora vivo. Ma sopratutto sono felice di avere vissuto il mio personalissimo remake lontano dal ponte di Villa Trabia e a chilometri dal Baby Luna.

     

    Prima colazione.

    2° Giorno.
    Il ferragosto incalza. Chi parte di qua chi parte di la. Divertentissime organizzazioni, ma anche no. Io farò il badante a tempo pieno limitandomi ad arrostire un caldoccio sul gas tanto per non interrompere il flusso canalizzatore. Ho così tanto lavoro da fare che il 15 passerà tra un -Save as...- e un -Not enough RAM to save your document-. Già, anche il pc sembra non avere abbastanza memoria per salvarsi.
    Dopo averla menzionata in concitati scambi di commenti cinematografici, inserisco la foto di questa bedda figghia, alias Elisabeth Shue di cui tutti ricorderanno la memorabile battuta in "Via da Las Vegas" pronunciata davanti a un disperatamente ciucco Nicolas Cage:
    "Cazzo, per 500 dollari puoi mettermela anche in ****".
    Buona colazione.

    7 giorni...

      

    Se riesco a superare indenne questa desertica settimana di ferragosto sono a posto. Il 15 di agosto è l'unica festa comandata che ancora mi rompe sul serio le palle. Il natale passa nell'indifferenza generale. Per non parlare del capodanno. Ormai ho la scienza del capodanno a casa, canna e dvd. La pasquetta non mi ha mai coinvolto più di tanto. Si gite, arrustute di sasizza ma senza una vera consapevolezza di fondo. Il ferragosto invece ti si pianta davanti, ti svuota le giornate prima e dopo e ti schianta i maroni con il sole, il mare e i falò. Il ferragosto non si può proprio ignorare. Ne si può passare a canne e dvd. Basta un calo di pressione e mi ritrovano il 20 agosto, putrefatto, con il gatto che mi mangia le dita dei piedi. Se tutto va bene.

    Questo meritava un discorso a parte.

    Un peccato tenerlo un giorno solo.

     

    Donne in canottiera.

    Strani esseri che si aggirano la mattina per casa. I fasti della sera prima hanno lasciato spazio a trasandate accozzaglie di colori. Ciabatte scomposte rumoreggiano per i locali producendo schioccanti uno due. L'odore del caffè si fonde nell'ambiente profumando la casa di casa. Uno, due, uno, due. Implacabili. Visioni che hanno il sapore di quello che dovrebbe essere. Sfoggiano tutto il repertorio di un normale risveglio mattutino, senza spettatori, tra scroscianti applausi. Momenti che troppo presto abbiamo accantonato si prendono la rivincita sulla nostra ansia di partecipare. Quanto zucchero?

    La merda è un piatto che va mangiato freddo.

    C'è un gran scambiarsi di cacca in giro. Ognuno ti molla la sua. Ciascuno di noi è probabilmente talmente carico di merda che la porge al prossimo anche con squisita gentilezza, se non fosse che sempre di merda si tratta. Un olfatto allenato sarebbe opportuno in certi frangenti. Sopratutto quando la maggior parte dei mali proviene in genere da merda malamente smaltita e contrabbandata sottobanco. Ultimamente il mio carico di merda si è notevolmente ridotto. Intendo quella mia personale. Quella alla spina, fatta in casa. Ciò nonostante quando me ne porgono una cucchiaiata non ho ancora la prontezza di riflessi necessaria per dire "No, grazie. A posto così". Ormai una porzione di merda la smaltisco in poche ore, ma ciò non significa che non mi costi comunque fatica. Vorrei proprio restarne fuori. Mi piacerebbe per qualche settimana non avere davanti un piatto di cacca da passare al vicino meno fortunato. Sarebbe giusto che ognuno imparasse a ingurgitare, una cucchiaiata dopo l'altra, la propria razione di merda. Poco per volta, una porzione per uno, e magari nel piatto ci troviamo tutti qualcosa di diverso. Con buona pace dei produttori di feci.

    Badante con brio.

    Non sto qui a spiegarvi perché a casa dei miei genitori si è reso indispensabile ricorrere ad una badante rumena che offrisse i suoi servigi giorno e notte. Purtroppo gli esami non finiscono mai e certi capitano tutti in una sessione. La badante in questione è stata installata intorno a metà aprile. Il colloquio introduttivo è stato a dir poco sbrigativo, tanto che dopo i primi giorni ci siamo resi conto che la signora Mery non era in grado di fare quasi nulla fuorché: lavare i pavimenti in continuazione, effettuare scorte armate alla toilette, litigare con ogni singolo fruttivendolo del quartiere, perdersi dopo 2 incroci, ingurgitare smisurati piatti di pasta e utilizzare, morbosamente, la lavatrice. A quest'ultima attività si dedicava con particolare coinvolgimento emotivo. La lavatrice in movimento era per lei una gioia troppo grande. La prova dell'esistenza di Dio, l'espressione massima della tenacia con cui l'uomo ha avuto nei secoli il sopravvento sui panni sporchi. Il miracolo del risciacquo probabilmente era vissuto dal donnone come un momento mistico, il battesimo tecnologico dello straccio sporco. Già, perché pur di celebrare la messa pagana del ciclo completo, la lavatrice veniva caricata anche con un solo indumento, una sola pezza, una presina con un'ombra di sugo. Tutto in barba ai 24 consigli dell'ENI, al protocollo di Kyoto e a quel coglione di Pecoraro Scanio. Adesso questo splendido esemplare di casalinga mancata non è più tra noi. Dopo l'ennesimo tentativo di estorsione (sosteneva di essere sfruttata...) ai danni dei miei genitori è stata gentilmente allontanata. Noi però ce la ricorderemo sempre così. Carponi davanti la Candy, con pezza e bacinella intenta a far brillare dall'oblò al tubo di scarico, prima di un nuovo, entusiasmante programma cotone e delicati.

    È ora di basta.

    Basta. Interrompiamo questo delirio antropo-femmino-socio-illogico. Posto questo bel videazzo anni '80. Wendy e Lisa direttamente dal fu harem di Prince. L'ho sempre considerato un mediocre musicista ma di donne ne capiva parecchio. La cosa più divertente è Wendy (o Lisa) che chitarra a tracolla si muove e canta come Prince. Questo si che è avere carisma.

    Qui c'era un video che mi hanno estinto. Non si può stare tranquilli va...

     

    Il mio gatto è tutta femmina.

    I più affezionati ricorderanno l'episodio di questo blog intitolato "Potevo rimanere offeso", in cui narravo, non senza un pizzico di astio verso il mio peloso compagno di avventure (si, c'è il doppio senso, lo so), le traversie vissute nel tentativo di inscatolare il gatto. Pensavo fosse un capitolo chiuso della mia vita. L'affetto sconfinato che provo per il mio animaletto domestico non vale cicatrici e punti di sutura. Così avevo rinunciato per sempre all'idea di riprendere una lotta all'ultimo artiglio per cacciarlo nel trasportino e portarlo dal veterinario. Ieri, l'imprevedibile. Stavo per andare a letto quando ho intravisto dentro l'infame attrezzo proprio lei. La malefica gatta si era spontaneamente adagiata dentro il trasportino. Sonnecchiante, mi guardava sorniona. Sembrava dire "Embèh? Cazzo vuoi? L'ho deciso io e quindi mi sta bene". La tentazione di murarla viva è stata forte. Se penso a quanto l'ho inseguita, che ho dovuto cercarla dappertutto smontando divani e spostando mobili, mi incazzo come un bufalo. Ma poi alla fin fine è sempre così che va, con le donne. Le insegui, muovi mari e monti per convincerle, ti sforzi di fargli capire che vuoi solo il loro bene. E loro sempre a scappare. E poi, l'imprevedibile. Quando hai deciso di rinunciare. Quando dopo mille ragionamenti sei giunto alla conclusione che è tutto inutile, te le trovi li, nel trasportino o sotto casa che ti fanno le fusa. Finalmente dove le hai desiderate. "Embèh? Cazzo vuoi? L'ho deciso io e quindi mi sta bene"...


    Terremorto.

    Mi capita a volte di rimpiangere i giorni del crollo. Quando tutto è venuto giù nello spazio di poche settimane. Il fumo, le macerie, l'agitarsi dei soccorsi. Quella spinta forte, quel desiderio di giustizia. La capacità di analizzare tutto quello che era successo. L'iniziativa, spesso vana, di trovare risposte. In mezzo a quelle macerie si sentivano voci. Tra il fumo si intravedevano volti. E le sirene. Si sentivano, forti, le sirene. Ora in questa spianata di cemento nessuno che si fermi se non per leggere i nomi sulla lapide. Non una foto, ne un ricordo da portare con se. Da qui si passa guardando oltre. Le sirene si sentono in lontananza e si dirigono sempre altrove.

    Sono un pallone gonfiato.

    Incredibile il cicaleccio che ha provocato il mio ultimo post-cromatico. Non mi aspettavo tanta viva partecipazione ad un intervento così criptico da Codice Da Vinci e molto, molto personale. Tutto ciò mi lusinga alquanto. Anche perché a quel post ci tengo davvero. La bagarre che alcuni eccessi (come spesso, eccedendo, li si chiama) hanno provocato mi ha molto divertito. Nonostante ciò capisco che quello che diverte me sicuramente diverte molto meno qualcun altro e che l'essere vaghi, poetici e allusivi spesso induce chi legge a perdere i punti di riferimento. E così incompreso, perderò di sicuro i fan conquistati con la mia impareggiabile sagacia. Io invece voglio assolutamente restare al centro dell'attenzione ed essere crogiolo di fitti scambi di opinioni e personali punti di vista. Una mente come la mia non può smarrirsi schiacciata da misere disquisizioni da lavandaie, perciò abbandonerò per sempre la poesia che voi piccole menti non potrete mai comprendere fino in fondo. Penserete di sicuro che mi sono montato la testa. Un egocentrico figlio di puttana che deve per forza imporsi all'attenzione delle masse e delle massaie. Che sono solo un patetico pallone gonfiato.
    Io dico, magari! Eheheh.