Capita che in una serata implume di macchina, traffico e Palab, una radio di serie B decida che le 23 e qualcosa di una sera di dicembre siano il momento giusto per tirare fuori un pezzone come questo. A 33 anni di distanza gli arrangiamenti sono quello che sono, i cori fanno pietà e Cocciante provoca il ricordo inversamente retroattivo e nauseabondo del maledetto gobbo della maledetta NotreDame de Paris. Ma il testo che allego in basso spazza via tutto quanto. Mai rancore fu più rancoroso, mai cuore fu più spezzato di così, mai fu dato della puttana con tanto lirismo. Naturalmente è tutto finto. Chi ha vissuto, sa che Cocciante o chi per lui ha scritto questa canzone ubriaco come una scimmia, alla 49esima pugnetta e dopo non meno di 4 notti passate sotto la finestra del troione a piangere. Il "povero diavolo" è già arrivato da un pezzo e sta già abbondantemente stantuffando proprio oltre quella finestra con ottimi risultati. E non è per niente povero, nel 90% dei casi. Infine tutti sanno che la mangiafave non rimpiangerà proprio nessuno. Le donne con un casello tra le gambe in genere non implementano il concetto di "rimpianto" probabilmente per non creare fastidiose code in tangenziale che rallentano il traffico e scoraggiano gli automobilisti.
In conclusione, a qualunque casello stiate, anche se in questo momento l'ottimismo vi fa pensare di avere il telepass, questi sono 3 minuti e mezzo di gloria irrinunciabili, per tutti.
E adesso siediti su quella seggiola
Stavolta ascoltami senza interrompere
è tanto tempo che volevo dirtelo
Vivere insieme a te è stato inutile
tutto senz'allegria senza una lacrima
niente da aggiungere ne da dividere
Nella tua trappola ci son caduto anch'io
avanti il prossimo gli lascio il posto mio
povero diavolo che pena mi fa
E quando a letto lui ti chiederà di più
glielo concederai perché tu fai così
come sai fingere se ti fa comodo
adesso so chi sei e non ci soffro più
e se verrai di là te lo dimostrerò
e questa volta tu te lo ricorderai
e adesso spogliati come sai fare tu
ma non illuderti io non ci casco più
tu mi rimpiangerai bella senz'anima.

- 4 cl di Vodka neutra
- 2 cl di Cointreau
- 2 cl di succo di mirtillo rosso
- 1 cl di succo di limone
Disquisivo l'altra sera con un amico di donne, fidanzamenti, storie finite, vita, sciopero dei taxi (per completezza). L'amico, molto avvelenato dalla fine di una storia, ad un certo punto della discussione attaccava con veemenza Sex & The City, stupido telefilm (almeno così ho sempre pensato) su donne liberamente trombanti nella fichissima NY. Alle sue cataclismiche parole sulla perdita dei valori, la famiglia, su come si faccia della superficialità un vessillo la mia reazione era piuttosto tiepida (anche se l'amico in realtà mi vedeva opportunamente accalorato a mia volta). Per due semplici ragioni: (1) non avevo mai visto per intero una puntata del telefilm, sapevo solo genericamente di cosa parlasse, sapevo del Cosmopolitan e comprendevo l'ebrezza che può dare alle donne immaginare di imitare l'impareggiabile ed esclusiva goliardia maschile; (2) fotte un cazzo della famiglia, quando penso di farmi una famiglia penso a una piacente mamma 40enne e due figlie gemelle sui 17 anni (se fatte insieme fanno 34 e si aggira la legge illiberale).
L'altra sera su La7, in una di quelle serate in cui pullulano
commissari dell'est, mi davano proprio una puntata del suddetto
telefilm. Il plot c'era tutto. Aperitivi con le amiche, cazzi piccoli
cazzi grossi, quello la lecca bene, quello male, quella si sposa,
quella ha scopato con altri 4 ma non voleva, e giù di Cosmopolitan; shopping, compagni di una vita in coda come gli altri davanti alla
vagina, una sporta di macchiette di testosterone che fanno flop al
momento clou. Uno scozzese con mutande sotto il kilt però "facili da
togliere" (questa sembrava ambire ad essere la battuta più divertente della puntata). Nella sostanza una vera desolazione, il tripudio della stupidità e tanti rimpianti per il caro vecchio Arnold.
La cosa che davvero mi ha sconvolto è scoprire che le spettatrici sembrano crederci davvero. Pare che la catodizzata-media apprezzi per davvero questa emancipazione a suon di coiti malriusciti. Come se far propri i peggiori difetti maschili provochi un gradito appiattimento verso il basso che pareggia divergenze e disparità. Ho sentito definizioni come "costume", "al femminile", "specchio dei nostri tempi". Le protagoniste vengono addirittura malamente imitate da city-girls nostrane che finiscono per fare solo la banale figura delle mignotte. Al teorico brillante "coltello dalla parte del manico" delle protagoniste, si sostituisce, molto alla buona, il solo manico che dà alle mentecatte uguale senso di emancipazione e indipendenza.
Senza gli eccessi dell'amico (che bello, una volta ero io quello eccessivo...), la mia definitiva opinione è che si tratti solo di un frivolo intrattenimento, neanche troppo divertente, scambiato per acuto spaccato di vita "al femminile". L'ultima volta che ho percepito vagine così esaltate è stato anni fa quando uscì "Melma&Luis", il road movie per casalinghe che perfino Ridley Scott ha, grazie a dio, dimenticato.
Pare che adesso sto capolavoro di telefilm arriverà anche su grande schermo. Consiglio di mandarcele in branco e liberare il Sarin a metà secondo tempo.
Tra apocalittici ed integrati io di sicuro appartengo alla prima categoria. Questa storia del latitante "giustiziato" con un colpo alla nuca non mi convince proprio. Ma effettivamente alla fumosa notizia mancava qualcosa. I "pizzini" (non provateci, il marchio è già registrato...) stavolta vengono ritrovati
semidigeriti nello stomaco del latitante che in un estremo gesto, evidentemente per proteggere imprenditori e affiliati a cui doveva essere molto affezionato, ha deciso di ingoiare le prove, proprio come faceva il Righi all'arrivo dei marsigliesi in Amici Miei.
Mah si, continuate pure a prenderci per il culo...