Luca's profileTROPPI SPAZI E POCHI ING...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Sorvegliansia. Grazie ai miei potenti mezzi tecnologici da oggi sul mio blog un servizio unico nel suo genere. Una spietata webcam scatta una foto ogni 60 secondi al mio tugurio e la carica impietosamente nello spazio li a destra dal titolo "A mia insaputa...". Chiunque collegandosi dovesse vedere intrusi, animali non domestici, fiamme o donne particolarmente discinte è pregato di avvisarmi immediatamente con un SMS. Grazie. NoiSalvo mi gira questa mail... Io mi commuovo e la pubblico. "A noi, a quello che siamo... e a quello che eravamo..." "...e a quello che saremo." Bei ricordi Noi...
NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI!!! ...QUESTA È LA NOSTRA STORIA...MANDALA A TUTTI I TUOI AMICI!!! Salvo Vaglica Sdog ano. Non ho proprio il tempo per scrivere nulla ma questa notiziola è troppo ghiotta e l'articolo semplicemente inutile ed esilarante. Avevo già notato da un po' di giorni il simpatico spot della Durex ma addirittura scriverci su un articolo sul corriere... boh. Cmq nello spot c'è un macroscopico errore: non ridono quasi mai. Lo spot che sdogana il lato B dell'amoreOli per accendere il desiderio con massaggi ad alto tasso erotico. E non solo. Piccante campagna pubblicitaria
MIL'ANO (questo l'ho modificato io eheheh) - Ci sono spot che cambiano la vita. Che fanno balenare
un'idea, che suscitano una voglia irresistibile. E' proprio quello che
si propone di fare la Durex con la ultima, piccantissima campagna
pubblicitaria. Uno spot che sogna di sdoganare il «lato B» dell'amore,
mettendo al centro della scena un olio. Un lubrificante per prendersi cura del corpo del partner, per
massaggiarne il corpo, lasciarsi trasportare dalle emozioni,
riaccendere la passione e provare il piacere di una cascata di brividi.
Ma anche per osare di più. E bearsi del piacere psicologico di
infrangere un tabù. Così, lo spot non nasconde che c'è un altro uso, a
quanto pare non meno piacevole, che può essere fatto dell'olio
lubrificante. Nelle immagini si vede la testata di un letto che si
muove e si sente un forte cigolio. Poi appare un uomo. Da come si muove
pare nel pieno di un amplesso. E invece, quando l'inquadratura si
allarga, si scopre che è alle prese con un vigoroso massaggio. Le sue
mani che si muovono ritmicamente sulla schiena della compagna. Poi il
rumore si fa insopportabile. E così l'olio finisce sulle molle del
letto. Visto il risultato - cigolio scomparso in un battibaleno - al
provetto massaggiatore viene un'idea particolare, che sdogana il «lato
B» dell'amore. Beni ignobili. 3 anni or sono quel caterpillar di mia mamma, avendo fermamente deciso
di comprarmi una casa, mi trascinò da un notaio e, sotto la minaccia di
mesi di intrugli alimentari a base di resti e testine di capretto lesse, mi costrinse a firmare il
ruggito... cogito... rogito alla pomposa presenza del notaio stesso e
dei venditori, composti da una moglie succube intestataria di beni e
debiti e un marito maneggione dal "FIRMA QUI!" facile e perentorio.
Tutto ciò mi portò mesi dopo ad ottenere un vantaggiosissimo mutuo attasso
variabile/fisso (Saint Vincent per i primi 2 anni, Alcatraz per i
restanti 28) di 30 anni. Immaginandomi 63enne ma padrone in casa mia
come un bravo leghista completavo nell'ottobre del 2004 (esattamente
mentre ogni altro minimo, insignificante aspetto della mia vita andava
in frantumi) tutte le procedure per legarmi alla Sanpaolo per tutta la
vita. Il ragionamento della mamma-ricucci era semplice. Io compravo la casa. Gli inquilini che la occupavano mi pagavano un affitto sufficiente da coprire il mutuo. Dopo soli 30 anni avrei potuto vivere i restanti 37 minuti di vita in una casa tutta mia. Non faceva una piega. A piegarmi fui subito io. L'affitto non copriva per niente il mutuo, anzi. Restavano fuori ben 35 euro che mese dopo mese cominciavano a rosicchiarmi il patrimonio. Gli affittuari erano una famiglia di 13 elementi, imparentati col portiere e con mezzo quartiere e che alle prime avvisaglie di vendita o aumento dell'affitto avevano l'abitudine di farsi trovare incatenati alla caldaia dello stabile cosparsi di benzina. Questo sconsiderato comportamento mi faceva presagire non poche difficoltà qualora avessi mai deciso di prendere io possesso del trilocale. In più un amministratore di condominio senza scrupoli aveva deciso che sarei stato io a dover pagare 500 euro di spese condominiali arretrate. Già. Le spese impreviste. Questa cosa dell'affitto che volteggiando andava a coprire il mutuo scricchiolava fin dall'inizio. Su una casa di proprietà le spese sono immani. Tasse, ici, manutenzione, prospetto, cornicioni, invasione di piccioni, cavallette e lupare bianche nei pilastri. Ai disastri condominiali si aggiungeva l'anno scorso il bagno. Perfettamente ristrutturato dal mio predecessore, probabilmente con pasta di mandorle e zucchero filato, crollava miseramente nel novembre del 2006 rischiando di travolgere 2 spugne e un flacone di Felce azzurra. 800 euro di mattonelle. Molto più care di quelle del Fuso Orario ma indubbiamente più longeve. Adesso la casa è in vendita. Splendido 3 vani da 120 mq con doppi servizi. Io mi ritiro dal mercato immobiliare. Tenterò la scalata al Corriere dei Piccoli. |
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