Luca's profileTROPPI SPAZI E POCHI ING...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    Ho imparato a nuotare in una baita di montagna.

    Dal film "Magnolia"

    It's not
    What you thought
    When you first began it
    You got
    What you want
    Now you can hardly stand it though,
    By now you know
    It's not going to stop
    It's not going to stop
    It's not going to stop
    'Til you wise up

    You're sure
    There's a cure
    And you have finally found it
    You think
    One drink
    Will shrink you 'til you're underground
    And living down
    But it's not going to stop
    It's not going to stop
    It's not going to stop
    'Til you wise up

    Prepare a list of what you need
    Before you sign away the deed
    'Cause it's not going to stop
    It's not going to stop
    It's not going to stop
    'Til you wise up
    No, it's not going to stop
    'Til you wise up
    No, it's not going to stop
    So just...give up

    Perché la risposta è dentro di te ma è... sbagliata!

    Idiozia digitale.

    Straordinarie queste macchinette digitali. Scatti, cancelli, invii, ritocchi, fai in b/n, non c'è più limite. La raffinatezza e la sacralità del rullino sono perdute per sempre. Io in verità ho ancora una Yashica FX2000 (ce n'è una in tutte le case, come la lavatrice) a cui tengo morbosamente ma che probabilmente non userò mai più. Certo volendo potrei sempre comprare un rullino, scattare 24-26 foto, svilupparle, buttarne la metà, riporre con grande cura il negativo in un posto asciutto e fresco e godermi le mie 10 foto fino all'imminente ingiallimento causa raggi UV (ormai stampano con i pennarelli a spirito, le foto del mio battesimo sembrano stampate ieri, quelle fatte 5 anni fa sono già monocolore). Ma veniamo al titolo del post. L'idiozia digitale di cui parlo non è certo l'uso/l'acquisto degli apparecchi digitali. Io stesso mi sono affrettato ad accaparrarmi una Canon IXUS da millemegapixels quando ho potuto. Sono indubbiamente apparecchietti più comodi e versatili e il fatto che eliminano del tutto il fattore sorpresa è un inconveniente a cui ci si abitua presto. Ogni foto infatti viene istantaneamente sottoposta ad una giuria di esperti (compreso il fotografato) che ne sancisce la qualità, se lo scatto debba o no essere mantenuto in memoria, se e come migliorarsi allo scatto successivo. Ogni suspance riservata all'attesa dello sviluppo è andata a farsi benedire. Le lunghe attese alla clinica Randazzo in attesa del parto plurigemellare di un manciata di 10x15 non si fanno più. Si ma... l'idiozia dove sta? Eccola.
    Internet, altro straordinario strumento, ormai pullula di piccoli Helmut Newton. È pieno siti in cui uploadare foto (alcuni addirittura con la parola "art" nel titolo...), scambiarsi commenti, note e numeri di telefono. Nudi artistici a tignitè. Super macro di rose, paesaggi mozzafiato, pirotecniche illuminazioni, natiche vellutate e molti oggetti fotografati a casaccio. La cosa che più deprime è il reciproco complimentarsi degli utenti lobotomizzati: "bellissimo scatto, come sempre foto di altissimo livello da te, bckkss-tvb-thks!-cipeciop", "bellissimi i colori e lo sfondo, a quando un nudo integrale?", "solo tu riesci a darmi emozioni con queste foto meravigliose". E via di questo passo. Un totale, globale rincoglionimento di massa. Quello che questi degenerati dell'obiettivo sembrano non afferrare è che forse, data la facilità e la casualità con cui questi apparecchietti tirano fuori delle foto straordinarie, il parametro di bellezza e abilità andrebbe rivisto o quantomeno ritoccato. Sarebbe come se, con le prime lavatrici sul mercato, un'isteria di massa avesse colto le massaie, tutte prese a complimentarsi per lo straordinario bucato o per il bianco impeccabile. Tutte li a lasciarsi lusinghe sui panni stesi e a scambiarsi complimenti sulla nuova collezione esposta sulla corda da stendere. E giù mostre di mutande smacchiate, e simposi dal titolo "Personale della Sig.ra Maria - La smacchiatura a freddo dei capi sintetici". Sei più brava tu, no tu. No no, tu. Gli apparecchi digitali fanno foto qualitativamente migliori. Così come i lettori mp3 non hanno più il fruscio o le macchine moderne partono anche con -20° perché hanno la carburazione regolata elettronicamente. Niente di magico o artistico. Io stesso ho sperimentato che in una giornata di scatti a minchia tra macro, super saturazione, extra zoom e altre diavolerie digitali sono riuscito a tirare fuori una trentina di foto meravigliose che, con ogni probabilità, con il mio carrozzone reflex non avrei mai potuto fare. Perché il digitale equalizza, stabilizza e ritocca tutto in tempo reale. Ma definire quelle foto meravigliose o artistiche è da veri idioti. La macchina resta sempre e comunque uno strumento, un arnese. E questi invece si organizzano mostre, proiezioni, gruppi di discussione e vomitano le loro stereotipate e banalissime accozzaglie di pixel sul web, sentendosi tanto artisti e toccati dal genio. L'appiattimento della tecnologia è insopportabile ma quando questo, in un delirio di onnipotenza di un branco di megalomani, tende ad autodefinirsi arte, io prendo la mia digitale e mi faccio una bella macro dello scroto al chiaro di luna. Però che colori meravigliosi e che sapiente illuminazione...

    Il linguaggio del porco.

    Mi hanno fatto notare di essere stato in passato eccessivamente critico e superficialmente ostico nei confronti delle donne e, più in generale, del mondo femminile. Non è vero. Io le adoro. Adoro il loro modo di essere speciali, sempre. Di farci sentire indispensabili e unici. Quelle piccole e grandi cose che ci fanno capire di essere amati e di potere ricambiare con altrettanta naturalezza il loro affetto. Quando sanno indovinare di cosa abbiamo bisogno, senza che sia necessario chiedere nulla. Quando con piccoli e impercettibili gesti riescono a creare quell'amorosa complicità che rende speciale una serata o una coda alle poste, e ci comunicano meravigliosamente i loro più profondi stati d'animo.

    Da sinistra verso destra:

    - Sono contenta e particolarmente briosa.
    - Sono molto spazientita e di pessimo umore (ndr. nelle donne quest'ultima lamentela ha più sfaccettature...).
    - Non me ne fotte niente di te e del Partito Democratico.





    Ello tornommi.

    Rieccomi. Dopo giorni, forse mesi di assenza. Il lavoro è stato pressante. Ho avuto (uso il passato come un antibiotico, in realtà ho ancora) febbre, dolori articolari, secrezioni anomale e morte apparente. Nell'ultima settimana (ma questo non basta di certo a giustificare la mia assenza) mi sono soffiato il naso un migliaio di volte, con risultati anche pregevoli in alcuni casi per la ricchezza cromatica e la consistenza plastica della produzione. Ho dovuto accudire la mia frequentazione nella sua via crucis tra bisturi, ingessature, cioccolatini non autorizzati e pancetta-colabrodo per le reiterate punture. Sono stato a Torino a vedere i Police e qualche altra mummia un po' più antica. Le motivazioni basterebbero per giustificare un'assenza di un paio d'anni ma la mia rinomata onestà mi costringe a fare una riflessione più profonda su quello che probabilmente mi ha tenuto lontano dai vostri schermi. Ho sempre pensato a questo spazio come a un luogo in cui condividere e scambiare opinioni, foto, per lo più cazzate, insulti articolati, sfottò incrociati e basse insinuazioni sullo squallido mondo femminile. Adesso mi rendo conto che l'avvento della frequentazione ha radicalmente cambiato il mio bisogno di condivisione. Tranne che per l'ultima cosa elencata (ho provato a farle basse insinuazioni di cui sopra ma ne ho ottenuto solo percosse ed ematomi, gente strana le donne) io adesso condivido ogni giorno. E condivido con una leggerezza e una spontaneità che da anni avevo perso perché la Gestapo che frequentavo prima aveva la camera a gas facile. Adesso è come se avessi un altro blog più importante da aggiornare (non me ne vogliate) a cui tengo e che voglio rinnovare ogni giorno. Questo passa inevitabilmente in secondo piano. Non siate tristi e ricordate che "In ecto sum fellatio sine blog meiora vetusto pede". Che non vuol dire un cazzo ma pare che Jackal rimorchi un sacco co' ste cazzate...