Luca's profileTROPPI SPAZI E POCHI ING...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Lo squillo tra le squillo.Quel pomeriggio aveva lavorato tanto. Non era stato quel lavoro
massacrante che ti dimezza i respiri o che ti fa maledire quel coglione
di Adamo e quella baldracca di Eva per la loro improvvisa voglia di
vitamine. Il suo pomeriggio tra i pixel era stato proficuo e
gratificante. Aveva scoperto in se nuove abilità. Le idee gli erano
passate dal cervello alle dita come gas in un oleodotto. Spinte
naturalmente dalla pressione dell'entusiasmo, pronte a bruciare sul
monitor. Una sigaretta molto
dopo l'altra le ore erano passate, scandite dai lamenti strazianti
della gatta in calore per l'ennesima volta. Erano già le 18 quando, in
controcanto sui lamenti felini, il telefono interruppe quell'idillio
creativo. Dall'altra parte una voce allontanata dal cellulare, con tono
tranquillo, si apprestava a trascinarlo nel terrore. Per quanto
l'esposizione degli argomenti fosse rilassata e pacata, la situazione
sembrava assolutamente disperata. Per comodità la riassumeremo per
punti: 1) "Ciao Lù" 2) "Favorita bloccata" 3) "Deviazione" 4) "Non so dove mi trovo" 5) "Sta finendo la benzina" 6) "Buio, mignotte a perdita d'occhio" 7) "Non se ce la faccio ad arrivare" 8) "Tu tieniti pronto..." 9) "Vedo ombre tra i rami" 10) "Sento una presenza maligna" 11) "Cos'è quel volto pallido che mi fissa dal retrovisore?" 12) "-tu tu tu tututututututututututut-" Naturalmente le ultime 4 sono state aggiunte arbitrariamente per il piacere del paradosso ma già le prime 8 bastavano per presentare una situazione da stupro imminente. La sinfonia pomeridiana era stata bruscamente interrotta da un violino manovrato con l'artrosi. "Tieniti pronto...", per cosa? Gli tornava alla mente quella barzelletta che si concludeva con "casellante, sent'u buattu". E lui non era neppure il casellante. Già vedeva il biondino luminescente nel buio della favorita, attirare orde di mommi distraendoli dall'abituale pascolo tra le 127 appannate. Nigeriane pronte a squartarla con un fermacapelli per difendere la piazzuola. Un pappone che le marchiava a fuoco una chiappa per punirla del magro incasso della giornata. Visse i successivi 20 minuti, prima dell'arrivo della disgraziata pensando ciclicamente a tutte queste cose. Considerando quanto si sarebbe trovato in imbarazzo a conoscere i suoi in una sede alquanto inappropriata come un obitorio. Avrebbe potuto tirarsene fuori con classe con una battuta del tipo "quale migliore occasione, Sig. Vale, per chiederle la mano di sua figlia". Magari uno zelante addetto del Civico, colto il disperato romanticismo che si nascondeva nella battuta solo in apparenza superficiale, avrebbe rifilato all'esanime corpicino, con imprevedibile prontezza, un colpo ben assestato di mannaia all'altezza del polso, porgendo con un sorriso il moncherino con la french ai due. Il campanello della porta interruppe i suoi deliri, lei entrò e alle prime obiezioni di lui sull'opportunità di siffatte telefonate cominciò a rivendicare con veemenza l'opportunità del suo gesto. Sostenendo che lei deve sentirsi libera di attentare alle coronarie del prossimo e, se è il caso, anche di telefonare tra il 5° e il 2° piano mentre precipita dall'8°. Disse che lui non poteva preoccuparsi per ogni minima cosa e che lei avrebbe reagito molto male se l'episodio si fosse ripetuto in futuro. La guardò sbigottito. Come si guardano le femmine quando sanno argomentare così bene la follia. Decise di non ribattere, di stordirla con un piatto di spaghetti alla norma e di non tornare più sull'argomento. Quella sera, rimasto solo, frugò nell'armadio e tirò via dalla naftalina il suo costume da Superman. Passò tutta la notte allenandosi a indossarlo in soli 5 centesimi di secondo, tanto separa il 2° piano dal marciapiede. Questo post è stato approvato dalla L.A.C.U.N.A.
Enterprise. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è
puramente assente. Le mignotte citate nel post sonno tutte di colore e regolarmente prive di permessi di soggiorno. L'ospedale Civico ha concesso spontaneamente l'autorizzazione a girare nei locali dell'obitorio ed è stato scelto solo e unicamente per l'ampio e comodo parcheggio. Il moncherino era di plastica ed è stato generosamente donato all' A.M.F (Associazione Mommi della Favorita) per scopi didattici. Emozioni per delega. Capita sempre più raramente di riuscire ad emozionarsi davvero. Meglio, a me capita molto raramente. Ho il brutto vizio di detestare il "già visto" il "già sentito". Forse perché le emozioni sono una delle poche cose a cui non perdono il sapere un po' di vecchio. A volte si cerca un'attestato di maturità nella semplice rimozione di esperienze e cose che ci hanno emozionato in passato. Fortunatamente ci sono cose, persone, canzoni, film che scardinano tutto questo. Ecco perché rivedendo Fandango so con certezza che non lo troverò banale, riascoltando Shine On You Crazy Diamond sono sicuro che l'ovattato suono di rullante non mi darà fastidio. Noodles che ignora le richieste del senatore Bailey avrà sempre e comunque fatto la cosa giusta. E l'assolo di Comfortably Numb mi slegherà le dita anche fra 50 anni. Il privilegio è riuscire a condividere questi momenti, per me rari, con altri. Potere iniziare, essere io a mettere la prima pietra nell'animo della persona che adoro per costruire la casa di emozioni dentro cui tornare a ripararsi di tanto in tanto, è per me una delle cose che sta alla base del voler bene. Non so se per voi questa sarà pietra o no. Io voglio credere che da oggi, la persona che più mi è vicina, aggiungerà altre pietre a questa e che in quella casa, comunque andrà a finire, ci ritroveremo insieme. Questo post è stato approvato dalla L.A.C.U.N.A.
Enterprise. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è
puramente assente. Io amo questa donna...![]() Povero o no di sicuro non laverò mai più neppure un trinciapolli. Con un ultimo estremo colpo di reni (o di rendita?) mi sono fatto (si, anche in senso letterale, embè?) la lavapiatti. La sguattera elettrica che, al contrario di quella reale, agevola la vita e basta. Finalmente cene, alta cucina, e il piatto da dessert non saranno più un incubo. Posso usare un bicchiere per l'acqua, uno per il vino, uno per l'amaro, tazzine a perdita d'occhio e sopratutto una completa dotazione di posate dalla forchetta allo sguscia ostriche. Tra flutti e pastiglie miracolose tutto il frutto della mia inedia domestica sparirà finalmente senza lasciare traccia. Certo avrei risolto del tutto se riuscissi a farci entrare tra le tazze anche quella del cesso, magari usando il rio azzurro al posto del brillantante. Ma purtroppo nonostante gli enormi progressi scientifici lo scopino pare sia ancora lo strumento più avanzato per eliminare le incrostazioni sotto il bordo del water. A proposito, ma perché cazzo li fanno ancora col bordo se è la mecca delle incrostazioni e basta? Questo post è stato approvato dalla L.A.C.U.N.A.
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puramente assente. La lavastoviglie era consapevole e consenziente ed è stata autorizzata dall'ingegnere capo della Candy in persona ad avere rapporti sessuali non protetti con il sottoscritto. La parola "scopino" si riferisce solo ed unicamente all'apposito accessorio da bagno. Le tazze utilizzate in questo post sono tutte di mia proprietà e tutte maggiorenni e provviste del regolare permesso di soggiorno. Rovinato con la camicia. Casa dolce casa si direbbe. Ho già scritto qualche post fa delle mie infauste avventure immobiliari. Di come trascinato da una mamma rampante mi sono trovato con un mutuo trentennale sulla schiena, nessun lavoro fisso, degli affittuari quantomeno problematici e mille spese per una casa virtualmente non mia. La saga continua. Tramite il mio super conto on line autoamministrante con bonifici automatici e compressa di cianuro per le emergenze ho appurato stamattina che la simpatica rata del suddetto mutuo è aumentata di "soli" 120 euro. Sottraendo l'importo dell'affitto percepito, moltiplicato per 12, diviso 7 e con l'iva al 71% (è un po' tecnico...) in sostanza le mie finanze subiscono uno choc da 2000 euro l'anno. So che molti di voi in un mese spendono in aperitivi molto di più ma per me 2000 euro l'anno significano la mia sopravvivenza nel mondo, e dato che già i miei aperitivi sono scarsi e le spese voluttuarie sono già ridotte all'osso non mi resta che vendermi a scienziati russi senza scrupoli per fare da cavia a nuove varietà di vodka ogm, nella speranza di morire bevendo un buon vodka-martini mentre m'illumino d'immenso. A nulla è valsa la squisita affabilità dell'impiegato Sanpaolo che mi ha invitato cordialmente a ridefinire i termini del mutuo, ad ammortare la rata e a fare un conguaglio preventivo dello scorporo del credito residuo (è un po' tecnico anche questo...). Il mio sospetto è che mi fornirà solo un'arma monouso con pallottole di merda per uscire di scena con stile, ammortando l'unica cosa di ammortabile rimasta. Ovviamente il costo dell'arma sarà comunque addebitato sul mio conto. Questo post è stato approvato dalla L.A.C.U.N.A. Enterprise. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente assente. La parola "merda" è stata autorizzata dalle pallottole in persona e si riferisce solo ed unicamente alle pallottole stesse. Gli impiegati Sanpaolo non hanno subito maltrattamenti durante la composizione di questo post. Capo Danno, ovvero le mille insidie del soffritto...A molti la cipolla non piace. Ma anche l'aglio non ha molti fan. Eppure
il soffritto è alla base del 90% delle migliori ricette mondiali. Olio
d'oliva, un bel battutino di cipolla e/o aglio e si può fare anche la
merda in padella. Ci sono piatti per la cui buona riuscita è
indispensabile che cipolla sia tritata finissima, che l'aglio si senta
appena e che sopratutto non ci si ritrovi grossi pezzi del maleodorante
ortaggio nel piatto. Un buon risotto parte sempre da abbondante cipolla
in abbondante burro o olio. Ci sono ricette però in cui è necessario
che la cipolla sia maldestramente tagliata proprio perché, una
componente essenziale della ricetta è che la cipolla resti ben viva
nella portata. Molte ricette prevedono che la cipolla non solo ci sia,
ma che si senta il suo sapore ben forte perché faccia da contraltare ai
sapori più delicati che le accostiamo. Alcuni sono della scuola "lo
metti un po' e poi lo togli", un trattamento Luttaziano del condimento.
Alla maggior parte degli anti-soffritto basta dire che la cipolla non
c'è o che l'aglio non va in quel determinato piatto perché neppure si
accorgano di nulla... In una pasta con l'aglio, l'olio e il peperoncino
i pezzi di aglio sono tanti, ben soffritti ben visibili, spolverati con
abbondante peperoncino e squisito olio di oliva. Ci sono piatti che si
possono preparare in una sola maniera, con buona pace di quelli che il
soffritto non lo vogliono vedere. L'unica possibile soluzione è una
cucina più leggera, senza soffritti e molto poco saporita. È un vero
peccato perché sia cipolla che aglio fanno un bene dell'anima. Pazienza
da oggi useremo Ariosto, il condimento standard che va bene per ogni
tipo di piatto. Li la cipolla non si sente di certo. In fin dei conti
tutti devono mangiare. |
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